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Scontrini e ricevute fiscali

Sono tre i documenti fiscali che, in genere, devono essere emessi a fronte della cessione di beni o della prestazione di servizi:

  • fattura
  • ricevuta fiscale
  • scontrino fiscale

Fattura (Artt. 21 e 21 bis del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633)

deve essere emessa:

  • per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, intercorse tra soggetti muniti di partita IVA, effettuate nell'esercizio di attività d'impresa o professionale
  • in ogni caso, quando è richiesta dal cliente (anche non titolare di partita IVA) non oltre il momento di effettuazione dell'operazione

contiene le seguenti indicazioni:

  • data di emissione
  • numero progressivo che la identifichi in modo univoco
  • ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore
  • numero di partita IVA del soggetto cedente o prestatore
  • ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente
  • numero di partita IVA del soggetto cessionario o committente; nel caso in cui il cessionario o committente residente o domiciliato nel territorio dello Stato non agisce nell'esercizio d'impresa, arte o professione, codice fiscale
  • natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell'operazione
  • corrispettivi ed altri dati necessari per la determinazione della base imponibile
  • aliquota, ammontare dell'imposta e dell'imponibile con arrotondamento al centesimo di euro

La fattura può essere semplificata nel caso sia di ammontare complessivo non superiore a cento euro e deve contenere almeno le seguenti indicazioni:

  • data di emissione
  • numero progressivo che la identifichi in modo univoco
  • ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore
  • numero di partita IVA del soggetto cedente o prestatore
  • ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente
  • descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi
  • ammontare del corrispettivo complessivo e dell'imposta incorporata, ovvero dei dati che permettono di calcolarla

Scontrino/Ricevuta fiscale (Art. 22 D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 - D.M. 30 marzo 1992)

La ricevuta e lo scontrino fiscale devono essere emessi dai commercianti al minuto ed assimilati (ad esempio artigiani) a fronte di cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di utenti finali.
Tali documenti sono rilasciati per mezzo di appositi apparati denominati "misuratori fiscali"; la ricevuta fiscale può essere emessa anche avvalendosi di stampati cartacei da compilare manualmente.

È altresì consentita l'emissione di scontrini manuali o a tagli fissi, però solo agli esercenti l'attività in forma itinerante ed al ricorrere di specifiche condizioni.

L'indicazione sullo scontrino o sulla ricevuta fiscale dell'esatta natura del prodotto acquistato è facoltativa.

La ricevuta e lo scontrino costituiscono l'adempimento documentale più efficace, ancorché non decisivo, per contrastare l'occultamento dei corrispettivi.
Una volta rilasciato il documento al cliente, l'operatore è indotto a registrare l'operazione, nella consapevolezza di non poterne nascondere le tracce.

Nei casi di mancata emissione dello scontrino o della ricevuta è prevista una specifica sanzione solo per il commerciante e non in capo al cliente. La Guardia di Finanza, nel più ampio contesto della lotta all'evasione fiscale, si avvale dei poteri conferiti dalla legge per contrastare tutti quei comportamenti non conformi alle regole imposte dal legislatore (mancato rilascio, emissione irregolare, ecc.).

Un importante ruolo però, può essere svolto anche dal cittadino il quale, oltre a richiedere il documento a fronte del pagamento effettuato, dovrebbe controllare anche l'esattezza dei dati fiscali riportati su tali documenti.
Importante è verificare che l'importo corrisposto sia lo stesso riportato sul documento fiscale. Il prezzo dei beni o servizi, se non diversamente specificato, deve intendersi sempre comprensivo di I.V.A.

Va poi segnalata la prassi diffusa, soprattutto nei locali aperti al pubblico (quali bar e ristoranti), di utilizzare, per finalità gestionali, scontrini non fiscali.
Questa modalità è considerata legittima, ma gli scontrini devono presentare un colore differente dall'ordinario ed avere impressa la dicitura "non vale come scontrino fiscale".
In tali circostanze, all'atto del pagamento, deve sempre essere rilasciata apposita documentazione fiscale. Qualora, viceversa, non vengano emessi un regolare scontrino o ricevuta fiscale, l'esercente commette una violazione, sanzionata amministrativamente; al fine di evitare che questa pratica sia sfruttata per evadere le imposte, in caso di inadempienza da parte dell'esercente è buona prassi che il cliente chieda sempre l'emissione del regolare documento fiscale.

Proviamo a leggere lo scontrino: tale documento deve contenere alcuni elementi necessari, quali:

  • data e ora di emissione
  • numero progressivo
  • dati identificativi dell'esercente l'attività commerciale (denominazione, ditta o ragione sociale o cognome e nome)
  • numero di partita IVA e ubicazione dell'esercizio
  • corrispettivo
  • logotipo fiscale "MF", seguito da una serie di lettere e numeri

La ricevuta fiscale, invece, deve contenere:

  • numerazione progressiva prestampata per anno solare, anche con l'adozione di prefissi alfabetici di serie
  • data di emissione
  • ditta, denominazione o ragione sociale, ovvero nome e cognome se persona fisica, domicilio fiscale e numero di partita IVA dell'emittente, nonché l'ubicazione dell'esercizio in cui viene esercitata l'attività
  • natura, qualità e quantità dei beni e servizi che sono oggetto dell'operazione
  • ammontare dei corrispettivi dovuti comprensivi dell'imposta sul valore aggiunto

Lo scontrino e la ricevuta devono essere rilasciati al momento del pagamento totale o parziale del corrispettivo.

Nei casi di prestazioni ultimate ma non ancora determinate nel corrispettivo o comunque quando il pagamento non è ancora avvenuto, vanno ugualmente rilasciati una ricevuta o scontrino con l'indicazione "corrispettivo non pagato"; all'atto del saldo dovrà essere emessa la ricevuta fiscale e dovranno essere in essa indicati gli estremi del documento precedentemente rilasciato.

Bisogna evidenziare, inoltre, che vi possono essere soggetti esonerati dall'obbligo di emissione dello scontrino/ricevuta fiscale, come, ad esempio, gli operatori della grande distribuzione, se scelgono di trasmettere telematicamente e con cadenza giornaliera i corrispettivi conseguiti all'Agenzia delle Entrate.

Esistono, poi, delle operazioni per le quali è previsto l'esonero dell'emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale, quali, ad esempio, le cessioni di tabacchi, di carburanti per l'autotrazione, di giornali e beni mediante distributori automatici funzionanti a gettone o a moneta.

Altri casi di esonero del rilascio dello scontrino o della ricevuta sono previsti per i conducenti di taxi (i quali, tuttavia, in caso di specifica richiesta del cliente, sono tenuti al rilascio della fattura) e per altre attività considerate minori (ad esempio, ciabattini, ombrellai ed arrotini).