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Scoperta rilevante evasione fiscale nel settore del commercio internazionale

Comando Provinciale Ancona - 28 febbraio 2013 ore 11:18

La Guardia di Finanza di Ancona ha scoperto un caso di rilevante evasione fiscale realizzata da una società straniera che operava sul territorio nazionale attraverso una sede operativa in  Osimo, non dichiarata al fisco italiano, corrispondente in termini tecnici, ad una vera e propria "stabile organizzazione".

I Finanzieri di Osimo hanno individuato a capo della sede d'affari italiana un insospettabile cittadino extracomunitario, di origini nigeriane, residente da oltre un ventennio in un alloggio popolare del comune osimano, ed hanno appurato che lo straniero ha nel tempo beneficiato di prestazioni sociali agevolate in relazione alla sua dichiarata condizione di indigenza, alla prova dei fatti risultata insussistente.

Ufficialmente il soggetto risultava titolare di una ditta individuale la cui sede coincideva con l'abitazione privata, esercente l'attività di commercio all'ingrosso di combustibili per riscaldamento, con un volume d'affari dichiarato di poche migliaia di euro.

All'individuazione della stabile organizzazione i militari sono pervenuti a seguito di una preliminare attività di intelligence avviata nei confronti del soggetto extracomunitario.

Il cittadino nigeriano era presente negli archivi della Guardia di Finanza per un'omessa denuncia di esportazione di capitali all'estero di 41.100 dollari USA ed euro 6.000 circa in contanti portati al seguito, precedentemente accertata durante un controllo effettuato nella sala partenze dell'aeroporto di Malpensa mentre si stava imbarcando su un volo diretto in Nigeria.

A seguito delle indagini successive, è stato quindi accertato che l'impresa straniera aveva eletto la propria sede europea in Osimo (AN) intrattenendo intensi rapporti commerciali con clienti di diversi Paesi europei (Germania, Olanda, Belgio, Italia, Spagna e Grecia).

La sede europea era pubblicizzata anche sul Web, con un proprio sito.

Ad Osimo era stato quindi stabilito l'effettivo centro decisionale per l'espletamento delle attività commerciali gestite dal solo cittadino extracomunitario che provvedeva a tutta la gestione amministrativa e contabile.

Per giungere a tale risultato è stata necessaria anche l'attivazione, per il tramite del Comando Generale della Guardia di Finanza, delle Amministrazioni fiscali degli altri Paesi  europei ove erano dislocati i diversi clienti che hanno concorso alla realizzazione del giro d'affari.

All'effettiva residenza fiscale della società nigeriana in Italia, come accertata, avrebbe dovuto far seguito la presentazione della dichiarazione fiscale e il pagamento delle imposte dovute all'Erario.

Di fatto, per gli oltre nove anni di attività, dal 2003 al 2011, durante i quali la società ha conseguito un giro d'affari medio annuale di oltre 2 milioni di euro, è stato ricostruito, anche mediante il ricorso alle indagini finanziare sui numerosi conti correnti individuati, un totale complessivo di oltre 21 milioni di euro di base imponibile sottratta a tassazione ai fine delle imposte dirette.

Il responsabile dell'impresa è stato segnalato all'A.G. di Ancona per omessa presentazione della dichiarazione fiscale.

Non solo. Lo stesso soggetto extracomunitario è stato segnalato sempre all'A.G. di Ancona anche per il reato di indebite percezioni di contributi e prestazioni sociali agevolate (assegni familiari, integrazioni per spese energia elettrica, affitto, ecc.) per un totale di circa 8.500 euro, ottenuti grazie alla presentazione di dichiarazioni contenenti dati non veritieri, avendo omesso di indicare le disponibilità finanziarie in suo possesso ed avendo comunque dichiarato redditi notevolmente inferiori a quelli realmente percepiti e constatati.


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