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02/09/2010



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Lotta all'evasione fiscale

(AGI) - Firenze, 13 ott.

Dieci associazioni sportive "no-profit" del settore del ciclismo dilettantistico dietro il "paravento" della promozione e diffusione di pratiche sportive e di benessere per i giovani, sono risultate coinvolte in una serie di attività illegali.

E' quanto è stato accertato dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze che, grazie ad approfondite e meticolose indagini eseguite dai militari della dipendente Tenenza di Castelfiorentino, sono riusciti a disarticolare un complesso meccanismo di evasione fiscale che ha abilmente sfruttato le agevolazioni che il sistema legislativo riconosce alle associazioni sportive dilettantistiche, utilizzando le sponsorizzazioni pubblicitarie.

L'attività ispettiva ha coinvolto complessivamente: 10 associazioni sportive dilettantistiche di ciclismo; 3 società aventi ad oggetto lo "studio di promozioni pubblicitaria", ubicate nella zona della Valdelsa ed una in Ungheria; 4 società, ubicate principalmente nel territorio regionale toscano (Poggibonsi (SI), Cecina (LI) e Castelfiorentino (FI) che operano in diversi settori: commercio all'ingrosso di articoli sportivi; fabbricazione di insegne elettriche e segnalatori elettrici; strutture alberghiere e ristorazione; costruzione di apparecchiature elettroniche.

L'evasione fiscale accertata, mediante l'emissione e registrazione di fatture false, è risultata pari ad oltre 6.000.000 di Euro di II.DD. ed oltre 2.200.000 di IVA.

Il meccanismo evasivo era stato organizzato, a partire dagli inizi degli anni 2000/01, da tre soggetti di origine italiana residenti nella Valdelsa.

Questi costituivano e gestivano delle associazioni/imprese dilettantistiche di ciclismo (solo per sporadici casi è stata rilevata la partecipazione a gare regionali) intestandole a c.d. "teste di legno", tra cui gli anziani genitori, che hanno operato in completa illegalità e totalmente in "nero", risultando sconosciute al Fisco ed al CONI.

Le associazioni ciclistiche avevano come unico scopo quello di operare come "cartiere", cioè emettere fatture false, aventi ad oggetto fittizie sponsorizzazioni, nei confronti di società che in questo modo si creavano costi artefatti che servivano ad abbattere notevolmente i loro ricavi.

L'attività ispettiva è nata da una verifica fiscale ad una società operante nel settore del commercio di autoveicoli ubicata in Valdelsa, da cui sono emerse fatture passive concernenti la sponsorizzazione di associazioni sportive dilettantistiche.

Ciò che ha fatto insospettire i finanzieri è stato il considerevole importo delle sponsorizzazioni, che andava ben oltre quello che era la realtà economica della società verificata, che, inoltre, si trovava in forte passività, ma soprattutto del tutto spropositato con le attività che si andavano a sponsorizzare.

Da qui, mediante indagini finanziarie, è stata dipanata la complessa matassa che vedeva coinvolte anche altre società sportive e commerciali nel complicato sistema evasivo.

La ricostruzione di tutte le movimentazioni bancarie inerenti le persone fisiche interessate nella vicenda nonchè i loro complici, intestatari fittizi, hanno fatto emergere un giro di denaro vorticoso che transitava tra 47 c/c bancari, 1 c/c postale e 14 libretti di deposito a risparmio ubicati in diversi istituti di credito del territorio regionale.

Il danaro utilizzato per il pagamento delle fatture emesse dalle associazioni sportive, dopo essere transitato tra i vari conti correnti, in parte (stornata la "commissione" per il servizio svolto) ritornava in contanti ai beneficiari del documento fiscale.

Gli organizzatori del sistema evasivo nonchè i beneficiari dello stesso (complessivamente 6 soggetti) sono stati denunciati all'Autorità giudiziaria fiorentina per emissione di fatture false, omessa presentazione delle dichiarazioni annuali II.DD. ed IVA, occultamento e distruzione di scritture contabili nonchè presentazione di dichiarazioni fiscali fraudolente mediante uso di fatture false.

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