Nato a Bollate (MI) il 22/07/1970, è atleta della squadra Nazionale F.A.S.I. (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana) dal 1991 al 2005 e ha gareggiato per il "Gruppo Sciatori Fiamme Gialle" di Predazzo (TN), dal 1996 al 2005.Dal Luglio del 2006 è Tecnico di Soccorso Alpino presso la Stazione SAGF (Soccorso Alpino Guardia di Finanza) di Edolo.
Come atleta delle Fiamme Gialle ha conquistato 3 Campionati Italiani, e 4 Coppe Italia, come atleta della nazionale F.A.S.I. è stato 2° nella Coppa del Mondo del 1998, vincendo la tappa di Courmayeur (AO), 3° sempre in Coppa del Mondo nel 1996 e 2000. Vice campione Europeo nel 1998 e 2000. Nel 1999 ha vinto il prestigioso Master Internazionale di Serre Chevalier (FRA), una delle più longeve e importanti gare ad invito del circuito.
In falesia ha salito un 9a (Underground) a Massone (TN) e più di 35 vie dall'8c in su nello stile lavorato. Mentre nella scalata a vista ( o on-sight) la migliore prestazione è l'8b+ di Mortal kombat a Castillon in Francia.
In montagna nel maggio 2003 è sua la prima libera di Itaca nel Sole in Valle dell'Orco, 6 tiri di corda con difficoltà fino all'8b su protezioni tradizionali.
Nel 2005 è in Pakistan con il team di "UP-Project", dove aprono UP & Down, 800 mt. Di via sullo scudo del Chogolisa, con difficoltà di 7a e A1, con protezioni tradizionale e qualche spit nei punti meno proteggibili.
Qualche giorno dopo riesce da primo di cordata a liberare tutta la via, 17 lunghezze di corda con difficoltà fino al 7c, una delle più impegnative vie d'arrampicata libera in Pakistan, il tutto attorno ai 5000 mt. di quota.
Nel Gennaio del 2007 è in Patagonia per cercare di risolvere l'inviolata parete nord del Cerro Piergiorgio, il tentativo segue una linea individuata dal "Ragno" di Lecco Casimiro Ferrari nel 1985, ma purtroppo a causa di una meteo poco favorevole il tentativo finisce a poco più di metà parete. Esattamente un anno dopo torna sulla stessa parete e coglie uno straordinario successo, superando in cordata con Hervè Barmasse e Gio' Ongaro la repulsiva Nord del Cerro Piergiorgio, risolvendo così con una via di altissima difficoltà tecnica e ambientale che rappresentava da oltre 20 anni uno degli ultimi grandi problemi insoluti delle pareti patagoniche.


